Non si vive di sola Germania - La Terza Sessione Plenaria del Comitato Centrale del Partito Comunista Giapponese (Tokyo, 6 e 7 aprile 2005) ha dato inizio ad un’intensa campagna di rafforzamento del partito, che ha come momento importante di verifica il 24° Congresso del partito, convocato per il gennaio 2006. L’obiettivo è quello di “rendere il partito abbastanza forte sul piano qualitativo e quantitativo per ottenere una vittoria alle prossime elezioni nazionali in ogni collegio”.
Le elezioni anticipate di domenica sono cadute nel pieno di questo lavoro e non hanno fatto altro che confermare la necessità di accrescere gli sforzi nella direzione indicata.
Il risultato elettorale di tenuta del Partito Comunista Giapponese, certamente inferiore rispetto al picco segnato alle elezioni del 1998 (8.200.000 voti e 15% circa), ottenuto nel contesto del fallimento dei governi di coalizione liberal-progressisti (1993-1996), acquista un valore importante di prospettiva se si considera il consistente arretramento di quella “tendenza bipolare” tanto temuta e denunciata dagli stessi comunisti e se lo si affianca ai risultati positivi degli ultimi appuntamenti elettorali amministrativi, con una partecipazione alle urne inferiore rispetto al voto di domenica (a Naha – Okinawa 10,83% e conferma nel ruolo di primo partito di opposizione; sopra il 15% a Tokyo).
Il Partito Democratico (PD), una sorta di centro-sinistra giapponese, maggiore forza di opposizione, si è fermato al 31% (-6,3%) e 113 seggi (52 nei collegi uninominali e 61 nel proporzionale) contro i precedenti 177, con le conseguenti dimissioni del candidato e leader Okada Katsuya. Non è andata meglio per i “ribelli” del PLD, protagonisti della bocciatura della riforma delle poste. Occorre collocare in questo difficile contesto la tenuta tanto del Partito Socialdemocratico (PSD), quanto del Partito Comunista Giapponese (PCG), forte di 4.920.000 voti (contro i precedenti 4.200.000), corrispondenti ad un 7,25% di consensi (-0,5%), ed in grado di confermare i precedenti 9 seggi (tutti ottenuti nel proporzionale).