Ottobre rosso per la Stiria - La Stiria sta in Austria, forse la conoscete per Graz, la bella città capoluogo. Ci sono state le elezioni regionali, che ci hanno ragalato una simpatica sorpresa: i comunisti della Kpoe non solo entrano in Parlamento, ma sestuplicano i loro consensi (da 1,03% al 6,3%), e diventano, superando i Verdi fermi al 4,7% (-0,9), terza forza della regione. Un risultato che ha lasciato di stucco gli stessi commentatori austriaci. Dietro al risultato ci sta anche il carisma e la simpatia di Ernest Kaltenegger, un talento sconfinato che abbiamo avuto la fortuna di incontrare in Germani alcuni anni fa. Un tipo che a prima vista te lo immagini con le braghette di cuoio e poi, invece, ti ragala una spilletta con uno scoiattolo che fa il pugno chiuso (il simbolo del partito alle elezioni). Un personaggio che da solo sta rinvigorendo il piccolo partito comunista austriaco, da tempo confinato a percentuali microscopiche, pur mantenendo un proprio ruolo nei movimenti popolari, pacifisti e studenteschi. Il Partito riesce comunque a fare divertire i viennesi proponendo la propria "festa dell'unità" nazionale (la prima settimana di settembre, dietro la ruota panoramica) e a fornire loro bei libri nella storica libreria a fianco della chiesa di santo stefano.
PANSA - Pansa ha scritto un nuovo libro sui partigiani cattivi. Pansa ha scatenato la solita discussione. Non vale la pena perdere tempo. La Storia sta lì apposta per ricordarci che: c'è chi ha vinto e c'è chi ha perso. Noi abbiamo vinto. Ricordo però che il libro di Pansa non viene venduto sulla luna, ma in un paese in cui il presidente del consiglio sostiene che il fascismo mandava gli antifascisti in villeggiatura ( il presidente non partecipa mai alla festa del 25 Aprile. Vi immaginate un politico francese che non va alla festa della Bastiglia?) e in cui la maggior parte delle scuole non insegna più nulla su di un momento fondante della nostra repubblica. Viviamo in un paese in cui da tempo si sta combattendo una campagna per infangare l'unico momemto in cui non solo si è parlato della necessità di avere "la schiena dritta", ma in cui la schiena la si è tenuta dritta davvero. Queste cose Pansa e i suoi amici le sanno. A loro il piacere di scegliere da che parte stare. E non mi si dica che ripescare oggi cose già presenti su centinaia di libri voglia dire "stare dalla parte della verità".
Quando son morto riempitemi di trippa
Con la camicia bianca di ricotta
E il capezzale sia di carne fritta
Fatemi una corona di salsiccia
Per candele quattro capponi cotti
Vino bianco buono e ad ogni mena
Portatemi nel campo degli atei
Dove non canteran preti né frati
Mettetemi una pietra sul mio corpo
Soffiatemi nel cul quando son morto
Alfreda Morelli, mamma di Galbiato Secchiari
Circolo Malatesta di Gragnana (Massa Carrara)
Sabato sera al circolo Malatesta a Gragnana, vicino a Carrara. Terra di anarchici e cavatori. Da sempre. Il circolo, infatti, è uno dei più antichi esempi italiani di fraternità operaia ed internazionalista. Lì da più di 100 anni si ritrovano cavatori e pastori. Anarchici. Sabato sera ci siamo mangiati Piera, una splendida capra. Insieme e vicini in una astronave nella notte italiana Quel buio dove si muove una sinistra senza memoria o vogliosa di dimenticanza. Bocconi di ottimismo e di orgoglio. Cene che fanno bene
Socialismo, era tutto un gioco? - di Flavia De Sanctis Mangelli (da www.unita.it)
Far rivivere l’atmosfera del socialismo russo in un piccolo paese austriaco? Non è il folle desiderio di un nostalgico, ma un nuovo videogioco. Si chiama Soviet – Unterzogersdorf (ma si dovrebbe pronunciare oon –taa-tsee-gars-doorf) e a realizzarlo è il gruppo austriaco Monochrom, un collettivo impegnato dal 1993 tra «arte, tecnologia e filosofia», che dice di essere aperto «a ogni campo di sperimentazione». Dai videogiochi ai film ai viaggi virtuali. Ma con un denominatore costante: la manipolazione culturale.
Scaricabile on line, il gioco miscela finzione e realtà: è ambientato in un paesino del nord dell’Austria, con tanto di mappa che ne indica esattamente la posizione, un pugno di case che si presenta al giocatore come l’estrema, residua propaggine dell’Urss, l’ultima repubblica socialista e sovietica ancora superstite. Soviet – Unterzogersdorf si configura come un classico gioco d’avventura, in cui il protagonista, il segretario del partito, deve superare diverse prove per riuscire a respingere l’invasione della cultura occidentale.
Il gioco, molto curato nei dettagli e nella colonna sonora che è di Negativland e di Jazz Dance Combinat, si apre con un’enorme stella rossa e magniloquenti inni sovietici, ironicamente accostati ad un panorama di squallore e povertà.
La veste grafica è rigorosamente superata: i personaggi si muovono in modo meccanico in ambientazioni volutamente semplici, mentre i dialoghi sono esclusivamente in russo con sottotitoli in inglese e tedesco. I più raffinati mezzi tecnologici sono banditi, perché secondo gli autori soltanto un gioco dall’aspetto un po’ retrò e “superato” poteva essere la cornice perfetta per ricreare l’atmosfera ormai scomparsa di Soviet – Unterzogersdorf.
Non è risparmiata una satira pungente nei confronti di un sistema politico a pezzi, il cui eroe è impersonato dal goffo Vladislav: un segretario di partito cicciotello e dall’aria poco furba, che accoglie il giocatore in un mare di immondizia. Ma quella di Monochrom non è soltanto una banale sarcasmo politico perché nel prendere le distanze dalla realtà corrotta e fatiscente del socialismo russo, si percepisce anche una certa nostalgia per un mondo diverso, forse mai esistito: un mondo orribile, ma che lasciava lo spazio al sogno di un mondo migliore.
Così Vladislav può essere interpretato come uno squallido funzionario di partito, infarcito di retorica vetero-comunista ma anche, nella sua tenace resistenza agli attacchi dei “nemici” occidentali, come un personaggio quasi eroico.
Ne deriva un gioco esilarante e coinvolgente, ma anche, per la complessità e la ricchezza di riflessioni che suscita, una consapevole provocazione artistica.