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16/10/2003

Sciopero mortale in Turchia (da www.internazionale.it)

Aktüel torna su una notizia che qualche tempo fa è stata sulle copertine dei giornali di tutto il mondo e ora è completamente scomparsa: lo sciopero della fame di un gruppo di prigionieri politici legati al partito di estrema sinistra turco Dhkp-C. È nel settembre del 2000 che alcuni detenuti, appartenenti a questa formazione che sostiene la lotta armata, cominciano uno sciopero della fame per protestare contro il progetto di riforma carceraria. Questo prevede la soppressione dei grandi dormitori, che favoriscono i contatti tra detenuti politici, e la creazione di celle individuali, o al massimo per tre persone. Di fronte alla determinazione dei prigionieri, che cominciano a morire dopo alcune settimane di digiuno, il governo lancia nel dicembre del 2000 un’operazione per fermare questa protesta che peggiora ulteriormente la cattiva fama delle carceri turche.
L’operazione, molto violenta e battezzata senza alcuna ironia "Ritorno alla vita", provoca la morte di 28 detenuti e due soldati. Da allora il problema è stato accantonato. Eppure a tre anni di distanza, e dopo la morte di 107 prigionieri, cinque persone fanno ancora lo sciopero della fame. Nell’indifferenza totale delle autorità e dell’opinione pubblica.


postato da arturobertoldi alle ore 10:48 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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