Domenica mattina. Ore 13.00 circa. Dopo Ricercare. In una Reggio Emilia semideserta per il bombardamento di cappelletti e tortelli che sta colpendo gli abitanti incontriamo i reggiani del futuro. Badanti dell'Est, muratori albanesi, famigliole cinesi, nordafricani che parlottano. Addirittura a fianco di un cestino del parcheggio della zucchi si possono notare sei lattine di una celebre birra russa. Meglio di mille dibattiti e di diecimila articoli sui giornali, appare chiaro che (come sempre) gli spazi sono di chi li utilizza. Meno chiaro, ma forse non interessa quasi a nessuno, come queste persone vivono i sassi, i palazzi, gli angoli che i reggiani hanno vissuto come propri sino a qualche anno fa. Cosa racconterà alle signore cotonate il monumento alla prima guerra mondiale e/o quello della resistenza? Non che tutto questo mi spaventi più di tanto. Ma mi incuriosisce. Questo sì.