Oggi è il 7 novembre. Facendo due calcoli (2003-1917) è l'86° anniversario della Rivoluzione d'Ottobre (già il fatto che si chiama "d'Ottobre" e poi è avvenuta a novembre avrebbe dovuto far nascere qualche dubbio...). Ho fatto a tempo, pur essendo mediamente giovane (anche se forse non lo sembro), a partecipare ai sovietici rinfreschi che si tenevano in via Toschi nella sede della Federazione del PCI e destinati ai funzionari. Nulla di eroico, erano gli anno 80. Un discorsetto e due pasticcini. La bandiera rossa fuori sul terrazzo. Anche quello avrebbe dovuto farci sorgere qualche dubbio. Una liturgia stanca. Un matrimonio tra vedovi, come dicono i nostri vecchi. Poi ricordo un 7 novembre, solo nella biblioteca di Baiso, dove svolgevo funzioni di obiettore di coscienza. Fuori un tempo di merda. Dentro solo, anzi solissimo a rimirare una diretta che la RAI incomprensibilmente trasmetteva. Quei missili e quegli omini sul mausoleo. Ridicoli. Eppure non riesco a non provare una dolce sensazione di nostalgia. Un goodbye lenin tutto mio, che condividerò con qualche decina di romantici in giro per il globo. Un socialismo in un solo cuore.